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Anello Tecètt

7 h | 1100 m | 12 km
Challenging Recommended period:

Start point: ABBADIA LARIANA - STAZIONE FS

Anello verticale con un tratto su Via Ferrata

Itinerario molto impegnativo gradato EEA (Escursionisti Esperti Attrezzati). La parte più tecnica dell’itinerario è da considerarsi come una via ferrata vera e propria; pertanto munirsi di kit per ferrata e casco e un buon livello di allenamento. Adatto a tutte le stagioni, da evitare però nelle ore centrali di calde giornate estive. Più godibile in autunno o inverno: meno vegetazione e roccia pulita.


Descrizione dettagliata percorso

Dalla stazione FS di Abbadia Lariana scendere alla Strada Provinciale SP72 senza attraversarla svoltare a sinistra e percorre il marciapiede fino all’incrocio con Via Onedo e svoltare nuovamente a sinistra. Poco prima della fine di Via Onedo, si svolta a destra rimanendo sulla via, fino ad incrociare una scala e poi una rampa (acciottolato) sulla destra che scende verso il lago. Da questo punto, si camminerà sul Sentiero del Viandante, direzione Lecco. In prossimità della Chiesa sconsacrata di San Martino, prendere il sentiero a sinistra che sale leggermente. Si raggiunge la riva del Lago di Como e un’ampia spiaggia abbandonata; Il sentiero risale verso sinistra. Dopo una piccola piana (segnavia su alberi) si salgono delle scale in metallo che scavalcano il tunnel della superstrada. Da qui si resta sul Sentiero del Viandante per circa 3 km. In questa sezione non sono presenti altri tratti o sentieri rilevanti: rimanere sul tracciato principale nel bel sentiero panoramico sul Lago di Como, ora con un po’ di salita, ora con dei godibili tratti pianeggianti. Secche rocce calcaree, qualche pino marittimo, un fitto bosco di latifoglie e diversi scorci panoramici sulla superficie blu scuro del lago, rendono questo segmento un ottimo e piacevole riscaldamento per il resto dell’itinerario. 

Dopo aver percorso circa 5 km dalla partenza e trovandosi in quota 270 m slm, non scendere verso Lecco (Pradello) ma prestare attenzione alla segnaletica, abbandonando il Sentiero del Viandante: svoltare a sinistra verso le bastionate calcaree ed entrando in una nota zona di Falesie per arrampicata sportiva. Attenzione: si consiglia di proseguire se dotati di una ottima tecnica escursionistica su catene e corde fisse. È vivamente consigliato il kit per ferrata. Dal palo di metallo salire con decisione sul ripido e ghiaioso sentiero. Lungo la salita, non badare ai cartelli in legno che indicano zone e vie per i monotiri della falesia di arrampicata. Giunti al cartello di Legno “Sentiero nel Bosco” …. svoltare a destra. Ecco dunque che dopo poco, si raggiunge l’attacco alla sezione più tecnica e a tratti leggermente esposta dell’escursione: una bastionata con alcuni salti rocciosi integrati con catene di ferro e scalette, recentemente rinnovati: i Tecètt.

Si sale dunque lungo una traccia ora seguendo le catene, ora l’evidente sentiero in cengia (comunque protetto da catene) per circa 45 minuti. Prestare la massima attenzione. All’attacco sono presenti due catene che raggiungono lo stesso punto dopo qualche metro. Spalle al Lago, quella a sinistra risulta più difficile ed esposta, a destra più semplice, comunque non banale. Superato il primo salto, si prosegue su una rampa rocciosa (catena) che, con qualche passaggio "mani-sulla-roccia" divertente e sicuro in questo bel terrazzo naturale sul lago, conduce ad una cengia con catena. Superata la cengia si continua a salire fino a raggiungere un costone roccioso. Con pochi ma delicati passi, scendere il salto di roccia in direzione dell’evidente sentiero con catene che sale verso destra (spalle al lago) e risalire, seguendo sentiero e catena, questo tratto piuttosto impegnativo. La fine di questo tratto, segna la fine delle difficoltà tecniche.

Dopo aver ripreso fiato, proseguire seguendo l’unica evidente traccia: inizia la ripida risalita verso la Val Verde e il Forcellino dei Resinelli. Dopo circa 15min di cammino si raggiunge un bivio: svoltare a sinistra verso montagna e risalire il bosco. Attenzione: la salita verso i Resinelli richiede ancora una buona dose di energia e allenamento. Se si è troppo stanchi e si vuole rincasare, proseguire verso destra in direzione del Rifugio Piazza e da qui a Lecco (stazione treni, bus, Sentiero del Viandante). Si sconsiglia vivamente di NON tornare indietro dalla ferrata. Per raggiungere la Val Verde prima e i Resinelli poi, si prosegue verso sinistra per il sentiero molto ripido e dal fondo un po’ mosso e sporco di vegetazione. Anche in questo settore è difficile sbagliare: seguire l’unica evidente traccia che sale. Giunti nel pressi di un rudere ormai disfatto e i cui pochi resti dei muretti a secco recano la scritta “Rifugio Jeremy J.”, tenersi sulla destra su breve traccia poco evidente. Dopo pochi metri, si raggiunge così il sent. N°52 che dalla Val Verde sale ai Resinelli.

Dopo un’altra meritata sosta, si prosegue lungo l’irta e selvaggia Val Verde: un canalone di roccia e vegetazione con qualche divertente e non esposto passaggio mani-su-roccia. L’atmosfera è silenziosa e non rari sono gli avvistamenti di camosci. Si sale “a testa bassa” per circa un’ora, un’ora e mezza, fino a raggiungere la bocchetta del Forcellino, punto culminante della Val Verde che mette fine alle salite impegnative e segna l’ingresso nell’area dei Resinelli. Da qui, dopo una leggera deviazione verso il punto panoramico del Forcellino, inizia la discesa verso Abbadia Lariana e il punto di partenza.

Rientrando dal punto panoramico del Forcellino, spalle al lago, si svolta a sinistra e si scende lungo il sentiero. Al bivio successivo si mantiene la destra e si arriva all’incrocio nei pressi di Prato della Nave. Si gira a sinistra e in discesa si arriva alla località Cà di Nardo. Si prosegue sempre in discesa, a tratti ripida, verso Abbadia e si raggiunge la panoramica località Corda. Si continua in discesa camminando sul sentiero panoramico (bei scorci su Abbadia e Mandello) che si mantiene sul bordo della parete rocciosa (il sentiero non è esposto, ma si raccomanda di non uscire dal percorso), si passa sotto un tubo di derivazione idroelettrica e al successivo incrocio si svolta a sinistra verso il lago. Continuando a scendere si raggiungere la località Navegno, si incrocia e si percorre per qualche decina di metri la strata agro-silvo-pastorale per poi prendere la mulatteria che scende verso destra e, dopo poco, ritorna sulla strada. Fatti pochi passi in carreggiata, svoltare a sinistra su una strada sterrata fino ad arrivare una biforcazione dove si imbocca sulla destra il sentiero che scende. Si prosegue su questo sentiero sempre in discesa, a tratti ripida, fino ad arrivare ad intercettare nuovamente il Sentiero del Viandante in prossimità dell’abitato di Borbino. Qui si gira sinistra e proseguendo sul Sentiero del Viandante si arriva in uno spiazzo dove si abbandona il Viandante e si svolta a destra scendendo lungo Via Corte Americana e poi Via Giuseppe di Vittorio. All’incrocio proseguire su Via Val Zerbo fino in fondo dove appena passati sotto la ferrovia si svolta a sinistra e si imbocca una stradina pedonale che costeggia la ferrovia e che ci riporta alla stazione ferroviaria punto iniziale di questo anello.

 

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